Stile di vita mancina

Nella grande confusione (e spesso falsità) dei Mass-media c'è la necessità di spazi per le opinioni non soggette al controllo dei potenti, il blog sembra uno strumento molto importante per diffondere e scambiare idee liberamente. L'obiettivo è quello di dare voce a chi è schiacciato dalla maggioranza o non ha la possibilità di far conoscere le sue opinioni...

domenica, luglio 30, 2006

Une Notte Anarchica

Ho ancora negli occhi la fantastica serata dopo la finale dei mondiali.
Erano 24 anni che tutta l'italia aspettava questo momento; finalmente la gioia è potuta esplodere!!!!
Come moltissima altra gente alla fine della partita mi sono precipitato a Reggio per festeggiare l'Italia Campione del Mondo!!!!
Inutile dire che tutte le strade di accesso alla città erano bloccate, effetto della fiumana di gente che invadeva l'onda verde.
Tutto il centro era un bagno di folla festante: balli, cori, bandiere ...
Non mi sarei mai aspettato di assistere ad uno spettacolo simile!!!!
La città è stata invasa da una festa sregolata, spontanea e senza ritegno.
Una festa che è andata al di là di ogni legge e contegno, la stessa polizia girava con la bandiera dell'Italia!!!!
Grazie a ciò abbiamo potuto assistere a qualsiasi tipo di mezzi a motore ( trattori, quad, motrici di camion, moto da cross ...) nel centro della città di Reggio.
Un'atmosfera irripetibile, tutta la gente unita nella festa, che si impegnava per divertirsi e far divertire...
Basti il mio esempio (per comprendere meglio) che sono rimasto fino alle 5.30 della mattina a ballare in mezzo ad un incrocio accompagnato da suoni di bongo e altri strumenti a percussione!!!!
Bisognerebbe ripetere più spesso serate simili ... e se per fare questo bisogna vincere i mondiali, bisogna fare in modo di vincerli sempre!!!!

venerdì, giugno 23, 2006

La costituzione in pericolo!

Mai e poi mai mi sarei aspettato nella mia vita di dover difendere la costituzione del mio paese!!!!
Più di sessanta anni fa i movimenti politici e sociali della resistenza usciti vincitori dalla seconda guerra mondiale, di comune accordo hanno scritto il testo che sancisce i diritti e tutela il potere del popolo (democrazia).
Grazie alla libertà di questi 60 anni siamo riusciti addirittura a far riscrivere la costituzione a quelle forze politiche che non hanno partecipato alla stesura del testo costituzionale di allora...
D'altronde non c'è molto da stupirsi quando si sente dire che l'Italia deve la sua liberazione agli americani e che i combattenti partigiani non contavano niente; tanto ormai tutti i partigiani di allora sono morti e non possono ribattere...
Cosa significa se mio nonno è stato deportato nei campi di concentramento tedeschi, tanto adesso non c'è più; fa più notizia chi dice che i campi di concentramento sono un'invenzione dei vincitori della guerra...
Perchè se parli con alcuni insegnanti (pagati dallo stato per educare i bambini e formare i futuri cittadini) ti dicono che noi siamo liberi grazie agli Americani che con la loro magnanimità esportano la democrazia e la libertà nei paesi esteri?
Perchè se in consiglio comunale ribatto su contenuti ideologici la maggior parte dei politici dice che preferisce non prendere posizioni di carattere così generale perchè spesso poi si rivelano sbagliate?
Io una risposta molto semplice ce l'avrei.
Sicuramente noi Italiani siamo molto bravi a raggirare le regole e ad usare le stesse a nostro favore,solo così si può spiegare come un referendum di tale importanza viene fatto affrontare in maniera quasi indifferante dalle persone, grazie all'ottima disinformazione mass-mediatica e ad una parte politica che appena entrata in carica si è vista sommersa da problematiche di ogni genere.
Ho pessime prospettive per questo referendum, si sente tanta confusione che farà sicuramente diminuire l'affluenza alle urne, in modo da rischiare di far scegliere la costituzione a poche persone e perlopiù confuse...
Chiudo con un semplice concetto, se sessanta anni fa quelle parti politiche erano escluse dalla redazione del testo costituzionale c'erano motivi molto seri (uno tra tutti l'idea di libertà e ugualianza che li differenziava) e una costituzione che ha tutelato la libertà di tutti e permesso un grande sviluppo economico per più di mezzo secolo non è da buttare.

lunedì, maggio 22, 2006

Il dovere di governare

Finalmente ha avuto fine questa orrenda campagna elettorale, e gli elettori hanno espresso il voto per le due coalizioni.
Mi sono da poco ripreso dalla notte post elettorale, che ho passato intento a controllare i dati delle sezioni scrutinate aggiornati in tempo reale.
I risultati mi hanno abbastanza sconcertato, infatti ero convinto di una vittoria del centro sinistra molto larga; avendo seguito gli scrutini nel mio comune, dove la vittoria del centrosinistra è stata schiacciante, non mi sarei mai aspettato un tale andamento nazionale.
Comunque sia andata, la cosa importante è che si è riusciti a cambiare governo, poichè quando si è al potere (soprattutto in Italia) difficilmente si perdono le elezioni della tornata elettorale successiva (c'era riuscito il centro sinistra 5 anni fa impegnandosi veramete a fondo).
Ora la situazione è tutt'altro che rosea: si devono rimettere a posto i danni provocati dal centrodestra (bilancio, scuole, lavoro ...) con una maggioranza molto risicata.
L'auspicio per il bene del paese è che prenda il sopravvento la volontà di governare e di dimostrare (come fanno le piccole amministrazioni locali del centrosinistra) che la sinistra rappresenta una ottima alternativa di governo, forte, decisa e unita negli ideali fondamentali.
Il compito è arduo: c'è da riunificare il paese e ridare slancio economico.
L'unica strada è mettere da parte i personalismi, gli interessi di partito e di poltrone altrimenti si cadrà come al solito in discussioni infruttuose e sterili, lasciando l'Italia nella stasi economica e sociale in cui si trova.
Mi auspico anche che in questi 5 anni si cerchi di porre le basi a politiche nuove di mercato e di tutela delle minoranze, fermo restando la sostenibilità dello sviluppo.

domenica, maggio 21, 2006

29° Scudetto

Si è da poco concluso il campionato di serie A di calcio, lo sport più seguito in italia.
Da Juventino purosangue dovrei gioire per l'impressionante vittoria della mia squadra del cuore, che in questa stagione ha inanellato record su record (trovandosi in testa alla classifica dalla prima giornata di campionato).
Da ormai qualche anno la Juventus rimane uno dei pochi sostegni positivi al progredire negativo di ogni cosa che accade nella vita!!!!
Le sue vittorie mi hanno sempre risollevato da settimane apocalittiche, dando sempre una conclusione positiva al susseguirsi del tempo.
Da ex calciatore e attuale appassionato di calcio, so' che il campionato Italiano è veramente il più difficile al mondo poichè si vedono schierati tra i migliori calciatori del pianeta anche nelle squadre cosiddette minori.
Questo fatto dovrebbe acuire ancora di più la grandezza dell'impresa della squadra campione d'Italia.
Ma vorrei però capire anche una cosa: perchè se abbiamo un oggetto noi italiani che è tra i più belli al mondo, dobbiamo fare in modo di rovinare tutto per sempre consentendo a persone disoneste e vili di dirigere e avere potere?
Perchè rovinare il gusto di una vittoria pienamente meritata (la juventus questo scudetto lo ha sudato sul campo schiacciando le altre squadre col gioco e non con favoritismi!!!!) per colpa di gente che non ha niente a che fare con il gioco del calcio ma che è capace solo di sotterfugi e manovre?
Spero che la situazione si aggiusti alla svelta in vista dei mondiali (ormai prossimi), anche perchè vista l'esperienza della situazione arbitrale dell'ultimo mondiale (che sicuramente è stato ben peggio della situazione italiana!!!!!) non c'è certo da stare tranquilli...
Non mi resta che augurare buon calcio a tutti.

mercoledì, aprile 05, 2006

Preoccupante caduta di stile

Non mi sarei mai aspettato di scrivere un post prima delle elezioni che ci saranno il 9 e 10 aprile (colgo l'occasione per invitare chi avesse dubbi sul come si vota a chiamarmi per avere il fac-simile delle schede elettorali) ma la notizia che ho letto oggi in prima pagina sull'Unità mi ha troppo divertito.
Mi è capitato in questa lunga campagna elettorale di vedere dei pezzi di comizi del premier (soltanto pezzi poichè dopo pochi minuti sembra di assistere ad un reality show e mi avvilisco pensando a cosa è divenuta la politica...), dove questa persona che parla sul palco sembra uno show-man più che uno che dovrebbe trasmettere idee e pensieri: usa parole di autoproclamazione e autoacclamazione intessendo discorsi con pochissima rilevanza ideologica e concettuale, in un ambiente molto pomposo e gonfiato fatto di persone che sventolano bandiere vivendo l'evento come una realizzazione personale.
Fino a che oggi leggo che il premier uscente (e spero mai più rientrante) in un incontro con la Confcommercio è persino riuscito a dire queste parole: «Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi».
Non voglio infierire sul linguaggio utilizzato, a dir poco rozzo (come lo ha definito lo stesso premier), ma voglio far riflettere su che cosa significa questa presa di posizione.
Inutile dire che per quanto mi riguarda prendo molto volentieri del coglione da una persona che disprezzo enormemente, concetto espresso anche da dei manifestanti oggi in piazza a Roma con magliette con scritto sopra "sono un coglione di sinistra".
Ma poi riflettendo sul significato di quelle parole mi viene da pensare: ma è possibile considerare coglioni persone che mettono qualcosa prima dei loro interessi personali?
Per il nostro beneamato premier (che ha votato la vita alla gestione e proliferazione del patrimonio personale) potrà sembrare assurdo prendere in considerazione una strada che sacrifica una parte del patrimonio personale per un qualsiasi motivo (sia anche per il benessere comune e la tutela dei meno agiati); però se non ci fossero state persone che mettevano prima il benessere di tutti rispetto al proprio benessere non ci sarebbero mai stati i sindacati, le pensioni e tutti i servizi/diritti che oggi abbiamo (servizi/diritti indice di uno stato di diritto basato su un certo livello culturale), che fanno parte di una certa lotta sociale di sinistra.
Difronte a questo concetto si capiscono altri bei discorsi di questa bella persona che incitava a non pagare le tasse e a lavorare in nero; inoltre si capisce ancora meglio la politica di questi 5 anni basata sulla devastazione dei conti pubblici, il sostanziale calo delle tasse per i più abbienti e la concessione di condoni fiscali e edilizi.
Direi che si può considerare esplicito l'impegno di togliere tutto ciò che si è conquistato con dure lotte di classe che a volte sono costate il sacrificio di vite.
Il bello è che questo progetto viene descritto come tutela del patrimonio personale contro il furto da parte dello stato (che si chiama tassa in tutti i paesi civili, N.B. ci tengo a ricordare che il premier ha definito le tasse furto dello stato!).
Ma come è possibile far comandare persone che vedono l'incremento del patrimonio personale prima di qualsiasi altra esigenza, necessità e dignità umana?
Se fosse possibile sacrificherei volentieri tutto il mio patrimonio personale per il benessere di tutti (anche se servirebbe a ben poco) poichè se tutti stanno bene non ci sarebbe nemmeno bisogno di un patrimonio personale: possiedi già tutto il necessario per vivere dignitosamente, sta a te' poi trovare quel qualcosa in più che ti realizza (poi si ritorna al discorso dell'enciclica...) e sia ben chiaro, sarebbe molto triste realizzarsi arraffando soldi!!!!
Nemmeno la peggiore e inetta mentalità capitalistica più estrema sarebbe arrivata a fare dichiarazioni di quel tipo!!!!
Potevo intitolare il post con "UN BLOG FATTO DA COGLIONI" per unirmi idealmente alle persone che hanno manifestato oggi in piazza, però non mi piacciono queste cadute di stile, soprattutto in un titolo.
Comunque ci tengo a ribadire che è per me un vanto essere considerato coglione da una persona talmente inetta da concepire solo ciò che intacca il suo patrimonio personale, talmente assuefatta dal sistema capitalistico da non riuscire a vedere altro che non sia il possesso e il controllo del sistema e che vede la propria realizzazione personale come la piena compartecipazione al sistema.
Caro premier io sono diverso: non ho nessuna aspirazione a compartecipare al sistema bensì il mio impegno sarà ed è per cambiarlo, se la maggioranza mi considera coglione benvenga questa etichetta, ma io non appartengo a questa maggioranza (anche se voglio un sistema migliore anche per loro...), anzi sarebbe per me una grossa offesa un giudizio diverso nei miei confronti; l'idea di giustizia che ho io è un mondo dove non esistono persone come lei (ottuse e assuefatte) ma è un mondo dove ognuno la pensa a suo modo con l'apertura mentale di capire e rispettare i bisogni e le necessità degli altri; io non ritengo la gestione del patrimonio personale metro per valutare l'intelligenza delle persone, poichè per me il patrimonio è un bene del tutto sacrificabile rispetto ad alcuni principi (ad esempio l'ideologia... vedi post precedente).
Non voglio poi entrare nel discorso dell'utilità delle tasse per le classi meno abbienti, tematiche fin troppo approfonditamente trattate in questa campagna elettorale.
Quindi invito tutti ad andare a votare e,
quando si troveranno davanti alla scheda, invito a riflettere su quale è il vero interesse della maggioranza delle persone (oltre a mandarLo a casa) e non a valutare il proprio immediato patrimonio personale (con una politica sbagliata ti puoi trovare da un giorno all'altro con svariati miglioni di euro che non valgono più niente!!!).

domenica, marzo 05, 2006

La crisi dell'ideologia

Non è da me avventurarmi in discorsi filosofici complicati che necessiterebbero di una trattazione molto ampia e di un certo livello di argomentazione, anche perchè sicuramente non ne posseggo le capacità.
Però con il passare del tempo ho sempre più l'impressione che molti dei problemi sociali e politici del nostro tempo siano dovuti alla mancanza di ideologie forti e condivise.
Direi che da sempre la storia è stata fatta da ideologie dominanti (portate avanti dalle classi dirigenti o da rivoluzioni popolari): ogni periodo storico è caratterizzato da idee che si scontrano fino a giungere alla vittoria di una determinata ideologia che determina cambiamenti sociali, cambiamenti economici e un nuovo assetto globale.
Il nostro periodo appare un po' strano sotto questo punto di vista, poichè anche se ora è l'ideologia di mercato che predilige il sistema capitalistico ad avere il consenso maggiore, direi che l'aspetto fondamentale su cui fare attenzione è il momento di crisi che stanno attraversando i due sistemi che hanno caratterizzato la fine del 1900.
Il sistema comunista che è ormai smantellato e il sistema capitalista che sta attraversando una delle crisi più grosse (nemmeno le recenti guerre riusciranno a risollevare le sorti di questo ordinamento... quale guerra al terrorismo, questo è solo un tentativo estremo di risollevare le sorti di un'economia ormai al collasso).
La crisi dei due modelli proposti dalle due ideologie che si sono scontrate alla fine del secolo passato hanno provocato a mio avviso nella gente e quindi nel pensiero globale una sfiducia e un dissenso per le ideologie più estreme e forse non solo per quelle estreme.
Questo fatto, ad esempio, in italia si è tradotto in politica con la trasformazione di tutti i partiti che hanno cambiato nome o hanno effettuato spaccature.
Quindi direi che nella politica italiana soprattutto, è evidente la crisi delle ideologie che hanno dominato nel dopoguerra, infatti queste ideologie che tenevano uniti i vecchi partiti e i vecchi rapporti di forza si sono dissolte.
Non so se anche negli altri paesi del mondo questa crisi ideologica è così sentita, a volte giungono dall'estero notizie tanto sconvolgenti da chiedersi in che mondo vivano gli altri, comunque quello che a me sta a cuore è la situazione politica e sociale del nostro paese (per quanto possa valere!).
Non sono contrario al nuovo ordinamento politico che vede opporsi centro destra a centro sinistra poichè può semplificare la visione generale, bensì quello che mi preoccupa è la distanza e la non centralità di una idea che caratterizza e tiene uniti i due schieramenti.
A mio avviso si è puntato più sui personalismi che sulle idee: il centro destra è unito da Berlusconi e i suoi interessi e il centro sinistra è visto come unito dalla contrarietà a Berlusconi e i suoi interessi (secondo me la situazione è molto triste...).
Penso che questi fatti siano di una gravità inaudita: il mettere in secondo piano le idee rispetto alle persone significa vuotare la testa della gente ed invitarle a sostenere il candidato più bello!!!
Da come la penso io da che mondo è mondo le persone sono sempre state sacrificabili rispetto ad una idea, e gli eroi sono quelli che si sono sacrificati per un'idea!!!!
C'è però da considerare un altro aspetto: è più facile convincere ed entrare nelle persone portando esempi concreti piuttosto che annoiare con discorsi ideologici-filosofici che perlopiù non sono nemmeno capiti.
Questo discorso poi storicamente è anche ben conosciuto ed è stato sfruttato molte volte, basti pensare alla chiesa che facendo i santi come esempio da pregare ed imitare riusciva a cristianizzare continenti interi (ancor peggio dei santi per questo scopo sono state utilizzate le reliquie dove si rasenta quasi l'idolatria: infatti per i popoli più primitivi erano molto più comprensibili)...
Voglio esprimere il concetto fino in fondo in modo che sia chiaro (anche se forse non ce ne è il bisogno): chi appoggia la persona e crede nella persona che lo rappresenta è come l'indios da convertire al cristianesimo poichè facendogli vedere la persona brava, buona e bella è affascinato dall'esempio ed è portato in una certa direzione, che non sa nemmeno quale sia (ogni riferimento a persone politiche o a elettori italiani non è minimamente voluto... con tutto il rispetto per gli indios) invece chi del rappresentante non si fida (in quanto persona umana con difetti annessi) deve valutare un discorso ideologico trascendentale e sociale un po' più ampio giudicando quali sono le idee che stanno alla base degli intenti di un determinato movimento a prescindere da chi poi possa essere il rappresentante (infatti, per quanto mi riguarda, il mio rappresentante potrebbe anche essere un indios!!!).
Allora visto che non mi va di essere trattato come una persona di livello culturale preistorico tendente all'idolatria (con tutto il rispetto per le popolazioni che non hanno ancora inventato la scrittura ed anno religioni idolatriche...) gradirei che la politica italiana sia meno personalistica e più ideologica.
A mio avviso è proprio per questo decadimento che oggi c'è questa ripugnanza e questo disinteresse per la politica: viene richiesto di dare fiducia a persone che cambiano idea e schieramento a seconda di come cambia il tempo o di quali interessi personali possiedono.
La colpa di questi avvenimenti è da accreditarsi anche ai partiti che in questi anni si sono preoccupati più a spartirsi il potere che a coinvolgere nuova gente a creare dibattiti e discussioni ideologiche atte a migliorare e ad ampliare l'impegno alla politica e al sociale.
L'ultimo concetto che voglio esprimere (visto ormai l'ora tarda) è perlopiù un appello a tutte le persone con un'ideologia forte di sinistra di impegnarsi all'interno di un partito in modo che si possa cambiare quello schieramento tarandolo più sulle idee che sulle persone, perchè se in un movimento prevale l'ideologia le persone che che mettono in primo piano il tornaconto personale sono scartate (e tolte dai posti dirigenziali) da quelle che ritengono l'idea la cosa più importante da far conoscere e portare avanti.
Se ne avrò tempo ritornerò su questi concetti poichè necessitano di una trattazione più ampia.

mercoledì, febbraio 15, 2006

Prima Enciclica di Benedetto XVI

Sentendo al TG l'uscita della Prima enciclica del papa neo eletto e che in tale documento ci sono giudizi sulla filosofia Marxista definita in gran parte sbagliata sul tema della carità, da ligia persona di sinistra mi sono andato a prendere tale testo per farmi un'opinione sull'argomento.
Da quanto mi hanno detto nei commenti non posso citare le parole testuali, quindi metto il link all'enciclica integrale:
CARITAS L'ESERCIZIO DELL'AMORE DA PARTE DELLA CHIESA QUALE « COMUNITÀ D'AMORE »:
« Giustizia e carità
26. da questo punto si spiega che il Marxismo è contro la carità perchè permette al potere di "lavarsi le mani" delle ingiustizie sociali da loro provocate; in sostanza con un'opera di questo tipo si tralascia il fatto di garantire i diritti minimi ai lavoratori sopperendo a questi con opere di benevolenza e doni. Quindi il Marxismo dice che in una società giusta (dove vengono riconosciuti i diritti indispensabili a tutti) non c'è bisogno della carità da parte di nessun ente.»

Sintetizzo a grandi linee i concetti che seguono: si ribadisce che la chiesa non deve interferire nella politca, definendo precisamente i compiti, dicendo anche che è la politica che deve relizzare una società più giusta e la chiesa si deve impegnare per contribuire sul concetto di giustizia, arrivando poi alla dichiarazione:
« L'affermazione secondo la quale le strutture giuste renderebbero superflue le opere di carità di fatto nasconde una concezione materialistica dell'uomo: il pregiudizio secondo cui l'uomo vivrebbe « di solo pane » (Mt 4, 4; cfr Dt 8, 3) — convinzione che umilia l'uomo e disconosce proprio ciò che è più specificamente umano. »

Devo fare i doverosi complimenti al rappresentante di Dio in Terra, in quanto ha la capacità di usare delle gran belle parole e di citare avvenimenti storici e documenti con una notevole proprietà di metodo.
Purtroppo per questa gente non essendo nato ieri e avendo a grandi linee studiato la storia so come la chiesa si è sempre comportata nei confronti del potere e dello stato (abitando a Canossa sono testimone di una storia che riguarda prprio questo).
Direi infatti che la chiesa se ne ha la possibilità interviene e come nei fatti politici; ed essendo stata la documentatrice della storia dalla caduta dell'Impero Romano alla fine del Medioevo non ha esitato a riscrivere avvenimenti e documenti secondo il suo punto di vista.
C'è da aggiungere però anche una cosa molto grave: la chiesa non si è mai promossa ad appoggiare un cambiamento sociale o il riconoscimento di diritti, anzi direi che storicamente si sia soprattutto impegnata per difendere lo status quo e i suoi privilegi.
Per quanto riguarda il marxismo va dato atto perlomeno di aver introdotto per primo il concetto di giustizia sociale che permette a ciascun individuo di vedersi riconosciuto come diritto ciò di cui ha bisogno per vivere (questo concetto presuppone una maturità maggiore dell'individuo che deve essere consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri).
E' chiaro che c'è una bella differenza tra carità e diritto: l'individuo non vive di solo pane ma è anche chiaro che senza pane non può vivere.
Il concetto è banale ma è solo riconoscendo il diritto al sostentamento e al minimo tenore di vita che dai dignità alla persona, perchè il ricorrere alla carità limita la dignità e mina all'ugualianza sociale.
Poi sono il primo a dire che non serve solo il sostentamento ma la persona è fatta anche di emozioni e di amore (come il papa spiega bene in questa enciclica) ma non è detto che non si possano fare strutture di sostegno anche per questi problemi, perchè sia ben chiaro che se un servizio è gestito dallo stato ci sono più tutele e controlli e si può garantire che ogni persona sia trattata allo stesso modo (senza preferenze).
Non voglio dire che la "caritas" della chiesa non sarà più necessaria ma che tale servizio non deve essere esterno alla struttura e al controllo pubblico, per il semplice motivo che anche con le opere di carità si possono creare lauti guadagni (guadagni che la chiesa conosce bene).
In sostanza, concludendo, non sopporto l'affermazione che il marxismo ha una concezione materialistica disumanizzata dell'uomo, perchè basterebbe avere l'apertura mentale (cosa che la chiesa è ben lungi dall'avere) di capire che se riconosciamo come diritto dell'individuo tutto ciò di cui ha bisogno per vivere non vedo perchè deve essere dimenticata tutta la sfera dei sentimenti dell'amore e dei progetti tipica di ogni persona, è ovvio che ciò deve essere un diritto e non una carità!!!