Stile di vita mancina

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mercoledì, febbraio 15, 2006

Prima Enciclica di Benedetto XVI

Sentendo al TG l'uscita della Prima enciclica del papa neo eletto e che in tale documento ci sono giudizi sulla filosofia Marxista definita in gran parte sbagliata sul tema della carità, da ligia persona di sinistra mi sono andato a prendere tale testo per farmi un'opinione sull'argomento.
Da quanto mi hanno detto nei commenti non posso citare le parole testuali, quindi metto il link all'enciclica integrale:
CARITAS L'ESERCIZIO DELL'AMORE DA PARTE DELLA CHIESA QUALE « COMUNITÀ D'AMORE »:
« Giustizia e carità
26. da questo punto si spiega che il Marxismo è contro la carità perchè permette al potere di "lavarsi le mani" delle ingiustizie sociali da loro provocate; in sostanza con un'opera di questo tipo si tralascia il fatto di garantire i diritti minimi ai lavoratori sopperendo a questi con opere di benevolenza e doni. Quindi il Marxismo dice che in una società giusta (dove vengono riconosciuti i diritti indispensabili a tutti) non c'è bisogno della carità da parte di nessun ente.»

Sintetizzo a grandi linee i concetti che seguono: si ribadisce che la chiesa non deve interferire nella politca, definendo precisamente i compiti, dicendo anche che è la politica che deve relizzare una società più giusta e la chiesa si deve impegnare per contribuire sul concetto di giustizia, arrivando poi alla dichiarazione:
« L'affermazione secondo la quale le strutture giuste renderebbero superflue le opere di carità di fatto nasconde una concezione materialistica dell'uomo: il pregiudizio secondo cui l'uomo vivrebbe « di solo pane » (Mt 4, 4; cfr Dt 8, 3) — convinzione che umilia l'uomo e disconosce proprio ciò che è più specificamente umano. »

Devo fare i doverosi complimenti al rappresentante di Dio in Terra, in quanto ha la capacità di usare delle gran belle parole e di citare avvenimenti storici e documenti con una notevole proprietà di metodo.
Purtroppo per questa gente non essendo nato ieri e avendo a grandi linee studiato la storia so come la chiesa si è sempre comportata nei confronti del potere e dello stato (abitando a Canossa sono testimone di una storia che riguarda prprio questo).
Direi infatti che la chiesa se ne ha la possibilità interviene e come nei fatti politici; ed essendo stata la documentatrice della storia dalla caduta dell'Impero Romano alla fine del Medioevo non ha esitato a riscrivere avvenimenti e documenti secondo il suo punto di vista.
C'è da aggiungere però anche una cosa molto grave: la chiesa non si è mai promossa ad appoggiare un cambiamento sociale o il riconoscimento di diritti, anzi direi che storicamente si sia soprattutto impegnata per difendere lo status quo e i suoi privilegi.
Per quanto riguarda il marxismo va dato atto perlomeno di aver introdotto per primo il concetto di giustizia sociale che permette a ciascun individuo di vedersi riconosciuto come diritto ciò di cui ha bisogno per vivere (questo concetto presuppone una maturità maggiore dell'individuo che deve essere consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri).
E' chiaro che c'è una bella differenza tra carità e diritto: l'individuo non vive di solo pane ma è anche chiaro che senza pane non può vivere.
Il concetto è banale ma è solo riconoscendo il diritto al sostentamento e al minimo tenore di vita che dai dignità alla persona, perchè il ricorrere alla carità limita la dignità e mina all'ugualianza sociale.
Poi sono il primo a dire che non serve solo il sostentamento ma la persona è fatta anche di emozioni e di amore (come il papa spiega bene in questa enciclica) ma non è detto che non si possano fare strutture di sostegno anche per questi problemi, perchè sia ben chiaro che se un servizio è gestito dallo stato ci sono più tutele e controlli e si può garantire che ogni persona sia trattata allo stesso modo (senza preferenze).
Non voglio dire che la "caritas" della chiesa non sarà più necessaria ma che tale servizio non deve essere esterno alla struttura e al controllo pubblico, per il semplice motivo che anche con le opere di carità si possono creare lauti guadagni (guadagni che la chiesa conosce bene).
In sostanza, concludendo, non sopporto l'affermazione che il marxismo ha una concezione materialistica disumanizzata dell'uomo, perchè basterebbe avere l'apertura mentale (cosa che la chiesa è ben lungi dall'avere) di capire che se riconosciamo come diritto dell'individuo tutto ciò di cui ha bisogno per vivere non vedo perchè deve essere dimenticata tutta la sfera dei sentimenti dell'amore e dei progetti tipica di ogni persona, è ovvio che ciò deve essere un diritto e non una carità!!!